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Formulazione e lancio del programma per la conservazione e valorizzazione delle risorse fito-genetiche delle specie di interesse agricolo

La diversità genetica vegetale rappresenta una ricchezza inestimabile per il presente ed il futuro dello sviluppo delle attività umane nei settori più diversi, ed anche per sviluppare metodologie innovative per la salvaguardia ed il recupero ambientale. Questa ricchezza non rinnovabile, prodotto di milioni di anni di evoluzione, è a forte rischio di erosione a causa delle moderne pratiche agricole, della distruzione o degradazione degli ecosistemi e della introduzione di specie non autoctone invasive.

La biodiversità naturale è particolarmente ricca in certe regioni del mondo (dette mega-diverse), ed il Brasile è al centro di una di esse, ospitando ecosistemi di foresta pluviale (amazzonia), savana (cerrado), foresta tropicale costiera (mata atlantica) ecc. In tali ambienti esiste pure, ancora poco conosciuta, una grande variabilità di specie di interesse alimentare, agricolo e foraggiero.

Negli ambienti colonizzati per usi agro-pastorali, vi è ancora in Brasile una notevole diversità di specie domesticate dall'uomo, tra le quali alcune colture di grande importanza per la sicurezza alimentare, quali manioca, mais, leguminose da granella, fruttiferi annuali e perenni, oltre ad una interessante variabilità secondaria di colture importate dopo la colonizzazione europea(ad esempio il riso, la patata dolce e il grano). Tale diversità è anch'essa in buona parte andata persa per l'introduzione delle varietà moderne e per la estrema semplificazione colturale tipica delle agricolture intensive orientate all'esportazione di prodotti sul mercato mondiale (commodities).

Ora, queste due forme di biodiversità, quella naturale e quella agraria, oltre ad essere un patrimonio da salvaguardare per il futuro dell'umanità, sono una grande risorsa per il Brasile ed una potenziale leva di sviluppo economico e culturale per le popolazioni che tali ricchezze hanno finora conservato e, nel caso di quella agricola, generato con la domesticazione e sviluppato attraverso un processo millenario di miglioramento informale che continua tuttora.

In questo quadro la Cooperazione Italiana ha lanciato una iniziativa di cooperazione tecnica con il governo brasiliano per rafforzare gli sforzi di questo paese nella valorizzazione della biodiversità, con particolare attenzione a farne un mezzo di sviluppo delle popolazioni rurali, tradizionali ed indigene. La proposta pone enfasi sulla conservazione in azienda (on farm) ed in natura (in situ) e sulla predisposizione di misure di incentivazione sostenibile.

Lo scopo del programma proposto non è quindi la conservazione in sé, quanto la creazione di opportunità di sviluppo che coniughino la tutela della biodiversità attraverso il suo uso facendo delle comunità locali, rurali ed indigene i soggetti attivi del programma e beneficiari primi dei risultati, quali sicurezza alimentare e alleviamento della povertà, obiettivi a lungo termine del progetto

La proposta ha ricevuto l'approvazione della Agencia Brasileira de Cooperacão (ABC) sulla base di un documento concettuale congiunto tra la Cooperazione Italiana ed i partners tecnici esecutivi indicati dall'ABC, ovvero il Centro per le Risorse Genetiche dell'Empresa Brasileira de Pesquisa Agro-pecuaria (Cenargen/EMBRAPA) ed il Centro Nazionale per le Popolazioni Tradizionali dell'Istituto di Protezione Ambientale del Ministero Federale dell'Ambiente (CNPT/IBAMA). Al momento, è in corso una fase di identificazione e formulazione partecipata tra questi due centri brasiliani e l'Istituto Agronomico per l'Oltremare del Ministero Affari Esteri (IAO/MAE), incaricato dalla Cooperazione Italiana della attuazione del progetto.

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